Goundi
N'Djamena
Ciad  
 
 

La Repubblica del Ciad

UN PAESE DA SOSTENERE

La Repubblica del Ciad è situata nell'Africa Centrale nella zona del Sahel, confina a nord con la Libia , a sud con la Repubblica Centrafricana , ad ovest con il Camerun, la Nigeria e il Niger ed ad est con il Sudan. Ha una superficie di 1.284.000 km q . Il deserto del Sahara occupa la metà a nord , il Sahel occupa il centro e la savana il sud del paese.

La popolazione è stimata attorno agli 8.000.000 di abitanti, 48,3% uomini, 51,7% donne (dato definito a partire del censimento effettuato nel 1993). La ripartizione sul territorio è fortemente disomogenea in quanto circa il 47% della popolazione è concentrata sul 10% della superficie: la densità che è di 5,81 abitanti per Km quadrato, varia da 0,14 a nord nel BET (Borkou - Tibesti - Ennedi) a 70,36 abitanti/km q nel Logone occidentale, nel sud del paese. La popolazione ciadiana è molto giovane: il 48% ha una età inferiore di 15 anni.

Nel quadro del processo di decentramento amministrativo promulgato nel 1999 il Ciad è stato suddiviso in 28 dipartimenti e 108 sottoprefetture. La capitale è N'Djamena.

Nel 2001 l'indice di sviluppo umano (IHD) del PNUD situa il Ciad al 155° posto sui 162 paesi classificati e il reddito pro capite (PIB/HBT) a 220,23 $ US.

Gli indicatori di sanità riflettono la situazione di povertà del paese.

•  Tasso brutto di natalità: 41,6 per mille

•  Tasso brutto di mortalità: 16,3 per mille

•  Tasso di mortalità infantile (0-1 anno) 102,6 per mille

•  Tasso di analfabetismo: 86,5%

•  Speranza di vita alla nascita: 50,3 anni ( 47 per gli uomini e 54 per le donne)

Situazione politica
In questi ultimi anni la situazione politica è relativamente calma, anche se alcuni focolai di tensione rimangono attivi nella zona nord del paese. Il paese è impegnato in un lento processo di democratizzazione, cominciato con l'approvazione di una costituzione democratica tramite referendum popolare nel marzo del 1996. Dopo molti anni di dittatura, nel periodo di transizione, il paese è stato segnato da una grande effervescenza politica, favorita dall'attenuazione delle misure di controllo, dalla liberalizzazione della stampa e dalla proclamazione della libertà di espressione.


A partire dal 1990 sono nati diversi partiti politici e diversi giornali indipendenti. Il Paese ha conosciuto due elezioni presidenziali e legislative. Il Presidente della Repubblica Idriss Déby, al potere dalla fine del 1990, ha saputo gestire la difficile transizione verso la riconciliazione politica, la pace e la democrazia.

Economia
Il Ciad fa parte dei Paesi dell'Africa subsahariana che, per ragioni diverse, non riescono a stabilire solide basi per uno sviluppo economico duraturo.


Lo sviluppo economico del Ciad è stato rallentato nel corso degli anni Settanta da molti fattori, tra i quali i più importanti sono la siccità (deficit pluviometrico e perdita delle risorse naturali), le fluttuazioni dei corsi delle principali materie prime destinate all'esportazione (soprattutto cotone), ed un lungo periodo di torbidi eventi politico-militari interni accompagnati da un conflitto armato con un Paese confinante nel 1987.


È stata attuata una serie di programmi di aggiustamento strutturale con il sostegno delle istituzioni di Bretton Woods, dapprima per il periodo 1987-1988, poi per il periodo 1989-1991 e 1990- 1992. Il modello di deflazione della domanda che ne è derivato, ossia la restrizione del campo di intervento del settore pubblico, la liquidazione e/o la privatizzazione di una parte delle società ed imprese statali, la liberalizzazione dei prezzi, il licenziamento e la perdita del potere d'acquisto dei dipendenti del settore dei servizi, e, più di recente, la svalutazione del 50% del franco CFA (1994), hanno sensibilmente deteriorato le condizioni di vita di tutte le categorie della popolazione. È soprattutto negli strati medi e bassi della popolazione che i costi sociali dell'assestamento strutturale si sono fatti più sentire.

 

Le attività economiche sono influenzate dal clima. Percorrendo in Ciad da nord a sud, si passa da un clima desertico ad uno tropicale; da una zona cerealicola alimentare e di rendita al sud (miglio, riso, mais, arachide, cotone) si sale progressivamente verso la zona nord dell'allevamento.

Tutti i settori attivi, in particolare l'agricoltura, hanno registrato una forte ripresa nel 1997. La crescita media annuale del PIN (Prodotto Interno Netto) negli anni 2000-2002 è stata del 5,3 e la previsione del 2003 è del 7,8% con una inflazione attorno al5%. L'agricoltura genera il 40% del PIN ciadiano e provvede al sostentamento dell'85% della popolazione. La coltivazione del cotone è la più redditizia per il paese, costituendo da sola quasi il 50% delle esportazioni. Il Ciad è strettamente dipendente dagli aiuti esteri che, approssimativamente, coprono il 60% degli investimenti governativi nello sviluppo del paese.

 

Il settore primario, composto essenzialmente da agricoltura e allevamento, contribuisce in misura del 40-49% alla formazione del PIL a seconda degli anni. D'altronde esso partecipa massicciamente allo sviluppo dei settori secondario e terziario, in quanto funge da consumatore intermedio per il primo e da cliente per il secondo. Il prodotto d'esportazione più importante è la fibra di cotone (45%), seguita dai prodotti dell'allevamento (30%) e dalla gomma arabica (10%).

 

Per i prodotti del settore manifatturiero e per l'energia il Ciad dipende totalmente dall'estero.

 

Riassumendo, la crescita reale dell'economia del Ciad, benché positiva, è stata molto lenta. La situazione delle finanze pubbliche è precaria: il risparmio è negativo e le famiglie sono indebitate. Questo spiega il massiccio ricorso agli aiuti esterni che servono a coprire alcune spese di funzionamento e a finanziare i programmi d'investimento.

Il settore rurale è considerato la chiave di volta dell'economia del Ciad, ma purtroppo per il momento il suo contributo al bilancio dello Stato è ancora scarso. La recente scoperta di giacimenti petroliferi nel Ciad meridionale porta con sé nuove sfide e opportunità. Lo sfruttamento delle risorse petrolifere potrebbe portare ad un incremento significativo delle entrate del governo e, quindi, alla possibilità di rispondere più efficacemente ai bisogni primari non garantiti della popolazione.

 

 

fonte:
Annuario di Statistiche Sanitarie del Ciad - Volume A anno 2000

 

 


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